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Filtrazione dell’Olio Extravergine: Quando Farla, Vantaggi e Come Scegliere il Filtro

Filtrazione dell’Olio Extravergine: Quando Farla, Vantaggi e Come Scegliere il Filtro

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Filtrazione dell’Olio Extravergine: Quando Farla, Vantaggi e Come Scegliere il Filtro

La filtrazione dell’olio extravergine di oliva permette di eliminare acqua residua, particelle solide e impurità sospese che possono ridurre la stabilità e compromettere la qualità del prodotto durante la conservazione. Se eseguita con attrezzature correttamente dimensionate, consente di ottenere un olio più limpido, stabile e adatto allo stoccaggio o all’imbottigliamento professionale.

L’olio appena estratto può contenere frammenti di polpa, nocciolo, mucillagini, microgocce d’acqua e altre sostanze provenienti dalla lavorazione delle olive. Questi residui possono depositarsi sul fondo dei serbatoi oppure rimanere temporaneamente in sospensione. Una permanenza eccessiva delle impurità nell’olio può favorire alterazioni fermentative, difetti sensoriali e una più rapida perdita delle caratteristiche qualitative.

La scelta di filtrare, il momento della lavorazione e il tipo di filtro devono essere valutati considerando volume prodotto, grado di torbidità, destinazione commerciale, tempi di stoccaggio, qualità iniziale dell’olio e capacità produttiva del frantoio. Non esiste quindi una sola soluzione valida per ogni azienda: occorre progettare il processo in funzione delle reali esigenze operative.

In breve: perché filtrare l’olio extravergine

  • Elimina particelle solide e microgocce d’acqua disperse nell’olio.
  • Riduce il rischio di fermentazioni e difetti durante lo stoccaggio.
  • Migliora limpidezza, stabilità e uniformità del prodotto.
  • Prepara l’olio alla conservazione e all’imbottigliamento.
  • Riduce la formazione di depositi nei serbatoi e nelle bottiglie.
  • Facilita la gestione professionale dei diversi lotti produttivi.
  • Contribuisce a proteggere il valore commerciale dell’olio EVO.

Cos’è la filtrazione dell’olio extravergine di oliva

La filtrazione è un processo fisico mediante il quale l’olio viene fatto passare attraverso un materiale filtrante capace di trattenere impurità solide, residui vegetali e parte dell’acqua dispersa. Il prodotto attraversa il sistema sotto l’azione di una pompa o di una differenza di pressione, mentre le particelle indesiderate vengono intercettate dai cartoni, dalle piastre, dalle tele o da altri elementi filtranti.

Il processo non deve essere confuso con la raffinazione. La filtrazione professionale dell’olio extravergine non modifica la categoria merceologica del prodotto e non prevede trattamenti chimici: si limita a separare fisicamente le sostanze sospese che potrebbero compromettere la stabilità dell’olio.

L’International Olive Council include filtrazione, decantazione e centrifugazione tra i trattamenti fisici compatibili con la produzione degli oli vergini. Per approfondire classificazioni, standard e metodi ufficiali è possibile consultare la documentazione dell’International Olive Council.

Quali impurità sono presenti nell’olio appena estratto

Dopo l’estrazione, l’olio può presentare una torbidità più o meno evidente dovuta alla presenza di particelle solide e acqua di vegetazione. La quantità dipende dalla varietà delle olive, dal grado di maturazione, dalle condizioni della materia prima, dal sistema di frangitura, dalla gramolazione, dall’efficienza del separatore e dalle regolazioni dell’impianto.

Tra le sostanze che possono essere presenti troviamo piccoli frammenti di polpa e nocciolo, residui vegetali, mucillagini, cere, aggregati colloidali e microgocce d’acqua. Una parte di questi elementi precipita naturalmente durante la decantazione, mentre un’altra può restare sospesa più a lungo.

L’acqua residua merita particolare attenzione perché può creare microambienti favorevoli a trasformazioni fermentative. Anche il deposito che si forma sul fondo dei serbatoi deve essere gestito correttamente, evitando che rimanga a contatto con l’olio per periodi prolungati.

Perché filtrare l’olio extravergine

La filtrazione aiuta a stabilizzare il prodotto eliminando le componenti più instabili presenti dopo l’estrazione. Un olio filtrato correttamente tende a sviluppare meno depositi, si presenta più uniforme e può essere gestito con maggiore precisione durante lo stoccaggio e il confezionamento.

Il principale vantaggio non è esclusivamente estetico. La limpidezza è importante per il consumatore, ma la funzione tecnica della filtrazione consiste soprattutto nel ridurre il rischio di alterazioni causate da acqua e residui organici. Un olio apparentemente limpido può comunque contenere microimpurità, mentre un prodotto leggermente velato non è necessariamente difettoso: la valutazione deve essere effettuata considerando il processo completo.

Per frantoi, aziende agricole e oleifici che desiderano organizzare una lavorazione efficiente, la categoria dei filtri professionali per olio di oliva comprende soluzioni adatte a differenti volumi produttivi e livelli di chiarificazione.

Quando filtrare l’olio

Il momento della filtrazione dipende dall’obiettivo produttivo. In molti casi l’olio viene filtrato poco dopo l’estrazione, prima del trasferimento nei serbatoi destinati alla conservazione. Questa scelta consente di allontanare rapidamente acqua e residui solidi, riducendo il tempo di contatto tra l’olio e le impurità.

Altre aziende preferiscono effettuare una breve decantazione iniziale, separare il deposito più grossolano e procedere successivamente alla filtrazione. Questa modalità può ridurre il carico di impurità che raggiunge il filtro, migliorando l’autonomia dei cartoni e rendendo più regolare il ciclo operativo.

Una filtrazione immediatamente prima dell’imbottigliamento può essere utile per ottenere un prodotto uniforme e limitare la formazione di sedimenti nelle bottiglie. Tuttavia, se l’olio deve essere conservato per molti mesi, rinviare completamente la filtrazione fino al confezionamento può lasciare acqua e residui a contatto con il prodotto troppo a lungo.

La tempistica deve quindi considerare:

  • quantità di acqua e impurità presenti;
  • durata prevista dello stoccaggio;
  • temperatura dei locali e dei serbatoi;
  • tipo di olio e profilo sensoriale desiderato;
  • capacità del sistema filtrante;
  • programma di confezionamento e vendita.

Filtrazione immediata o decantazione naturale?

La decantazione sfrutta la differenza di densità tra olio, acqua e particelle solide. Con il tempo, le impurità più pesanti si depositano nella parte inferiore del recipiente e possono essere rimosse mediante uno scarico di fondo. È un processo semplice, ma richiede tempo, serbatoi adeguati e una gestione accurata dei depositi.

La filtrazione accelera la separazione e rende il risultato più prevedibile. Per questo è particolarmente vantaggiosa quando l’azienda deve lavorare molti lotti, rispettare tempi di confezionamento definiti oppure ottenere uno standard visivo uniforme.

Decantazione e filtrazione non sono necessariamente alternative. In un impianto professionale possono essere utilizzate in sequenza: una prima decantazione riduce il carico grossolano, mentre la filtrazione completa la chiarificazione prima dello stoccaggio definitivo o dell’imbottigliamento.

Come funziona un filtro professionale per olio

Nel funzionamento più comune, una pompa preleva l’olio dal serbatoio e lo invia al filtro con una portata controllata. Il liquido attraversa gli elementi filtranti, che trattengono progressivamente le impurità. L’olio chiarificato viene quindi raccolto in un altro serbatoio oppure inviato alla fase successiva del processo.

Pressione, portata e grado di filtrazione devono essere bilanciati. Una portata eccessiva può ridurre l’efficienza del processo, aumentare la pressione e saturare rapidamente i cartoni. Una portata troppo bassa, invece, può rallentare inutilmente la produzione.

Per questo il filtro deve essere abbinato a una pompa compatibile. Le pompe professionali per olio e sansa devono essere scelte considerando viscosità, temperatura, prevalenza, diametro delle tubazioni e capacità oraria del sistema filtrante.

Principali tipologie di filtri per olio

Filtri a cartoni o a piastre

I filtri a cartoni sono tra le soluzioni più utilizzate nei frantoi e nelle aziende agricole. Sono formati da una serie di piastre tra le quali vengono inseriti cartoni filtranti con porosità selezionata. L’olio attraversa i cartoni e le impurità vengono trattenute all’interno della struttura filtrante.

Il numero e la dimensione delle piastre determinano la superficie disponibile e influenzano portata, autonomia e capacità produttiva. I modelli più piccoli sono adatti a produzioni artigianali e lotti limitati, mentre impianti con una superficie filtrante maggiore consentono di gestire quantità più elevate.

Filtri a sacco

I filtri a sacco utilizzano elementi tessili o sintetici alloggiati all’interno di un contenitore. Possono essere impiegati come prefiltrazione per trattenere residui grossolani e proteggere un sistema successivo più fine. Sono semplici da utilizzare, ma devono essere correttamente dimensionati e puliti.

Filtri a cartuccia

I sistemi a cartuccia possono essere utilizzati per una filtrazione di finitura o come protezione prima del confezionamento. La scelta del materiale e del grado di filtrazione deve essere compatibile con l’olio e con l’obiettivo produttivo.

Filtri a farina fossile o coadiuvanti

In alcune configurazioni professionali vengono impiegati coadiuvanti di filtrazione che formano uno strato capace di trattenere le impurità. Si tratta di sistemi adatti a esigenze specifiche e che richiedono una gestione tecnica accurata, sia nella preparazione sia nello smaltimento dei residui.

Come scegliere il filtro giusto

La scelta deve partire dal volume di olio da lavorare e dal tempo disponibile per completare ogni ciclo. Un produttore che filtra poche centinaia di litri avrà esigenze differenti rispetto a un frantoio che deve gestire numerosi lotti durante la campagna olearia.

I principali parametri da valutare sono:

  • volume totale da filtrare;
  • litri da lavorare ogni ora;
  • livello iniziale di torbidità;
  • grado di limpidezza richiesto;
  • tipo e dimensione degli elementi filtranti;
  • superficie complessiva di filtrazione;
  • pressione massima di esercizio;
  • compatibilità con la pompa disponibile;
  • materiali idonei al contatto alimentare;
  • facilità di apertura, lavaggio e manutenzione.

Un filtro sottodimensionato richiede frequenti sostituzioni dei cartoni, rallenta il lavoro e aumenta i tempi di fermo. Un impianto sovradimensionato può invece comportare un investimento non proporzionato ai volumi realmente trattati. La soluzione migliore è quella che garantisce un buon equilibrio tra produttività, qualità del risultato e costi operativi.

Come scegliere i cartoni filtranti

I cartoni non sono tutti uguali. Vengono prodotti con differenti strutture e gradi di ritenzione, da scegliere in funzione della quantità e della dimensione delle particelle da eliminare. Una filtrazione grossolana è adatta a un olio con molti residui, mentre un cartone più fine viene utilizzato per ottenere una maggiore limpidezza.

Usare direttamente un cartone molto fine su un olio particolarmente carico può causare una saturazione rapida, un aumento della pressione e una riduzione della portata. In questi casi è preferibile procedere per gradi, effettuando una prefiltrazione o una prima decantazione.

I cartoni devono essere dichiarati idonei al contatto con alimenti e utilizzati seguendo le indicazioni del produttore. Prima della lavorazione occorre verificare orientamento, montaggio, eventuale preparazione e corretta chiusura del pacco filtrante.

Il ruolo della pompa nella filtrazione

La pompa deve alimentare il filtro in modo regolare, evitando colpi di pressione e incorporazione di aria. Il flusso deve essere compatibile con la superficie filtrante e con la viscosità dell’olio alla temperatura di lavorazione.

Una pompa troppo potente può far aumentare rapidamente la pressione, comprimere eccessivamente i residui sui cartoni e rendere meno controllabile il processo. Una pompa inadatta può inoltre provocare turbolenze, perdite, riscaldamento o difficoltà di adescamento.

È quindi importante considerare filtro, pompa, tubazioni e serbatoi come parti dello stesso sistema. Raccordi, guarnizioni e tubi devono essere idonei all’uso alimentare e dimensionati per evitare strozzature o perdite di carico eccessive.

Filtrazione e conservazione nei serbatoi inox

Dopo la filtrazione, l’olio deve essere trasferito in recipienti puliti, protetti dalla luce e idonei al contatto alimentare. L’acciaio inox è ampiamente utilizzato perché offre resistenza, facilità di sanificazione e buona protezione del prodotto.

Quando la temperatura ambientale non è stabile, i serbatoi inox termoregolati per olio permettono di controllare le condizioni di stoccaggio e limitare gli effetti del calore. Il controllo termico è particolarmente utile in estate, nei locali non climatizzati e quando l’olio deve essere conservato per periodi prolungati.

Il serbatoio deve essere riempito correttamente, limitando lo spazio di testa e riducendo il contatto con l’aria. Anche scarichi, valvole e fondo del recipiente devono favorire la completa rimozione dei residui e una pulizia accurata.

Filtrazione e protezione con azoto

La filtrazione elimina impurità e acqua, ma non impedisce da sola il contatto dell’olio con l’ossigeno. Dopo il trasferimento nel serbatoio, lo spazio libero sopra il prodotto può essere protetto mediante azoto alimentare.

L’azoto sostituisce parte dell’aria nello spazio di testa e contribuisce a limitare le reazioni ossidative. I generatori di azoto per uso alimentare consentono alle aziende di produrre il gas direttamente in sede, riducendo la dipendenza dalle bombole e adattando la disponibilità alle necessità operative.

L’inertizzazione deve essere inserita in una gestione complessiva che comprenda filtrazione, temperatura controllata, serbatoi adeguati, tubazioni pulite e corrette procedure di travaso.

Filtrazione all’interno di un frantoio moderno

In un impianto ben organizzato, la filtrazione non è una lavorazione isolata. Deve essere coordinata con ricezione delle olive, lavaggio, frangitura, gramolazione, separazione, stoccaggio e confezionamento.

La progettazione dei frantoi e impianti oleari deve considerare la disposizione delle macchine, i percorsi del prodotto, la capacità dei serbatoi, la velocità delle pompe e lo spazio necessario per lavaggio e manutenzione.

Ridurre i trasferimenti inutili, accorciare le tubazioni e organizzare correttamente le aree di lavoro aiuta a limitare il contatto con l’aria, semplifica la pulizia e migliora la continuità produttiva durante la campagna olearia.

Vantaggi della filtrazione professionale

Un sistema professionale offre maggiore continuità e ripetibilità rispetto a soluzioni improvvisate. La superficie filtrante, la pressione e la portata possono essere gestite in modo più preciso, permettendo di ottenere risultati uniformi tra lotti differenti.

I principali vantaggi comprendono:

  • riduzione dei residui solidi e dell’acqua dispersa;
  • maggiore stabilità durante la conservazione;
  • minore formazione di sedimenti nelle bottiglie;
  • migliore organizzazione dei lotti;
  • riduzione dei tempi rispetto alla sola decantazione;
  • preparazione più controllata all’imbottigliamento;
  • migliore percezione commerciale del prodotto;
  • maggiore facilità di pulizia dei serbatoi.

Costi, produttività e ritorno dell’investimento

Il costo di un filtro dipende dal numero e dalla dimensione delle piastre, dalla superficie filtrante, dai materiali costruttivi, dalla presenza della pompa e dal livello di automazione. Al prezzo iniziale devono essere aggiunti i consumi dei cartoni, il tempo di lavoro, la manutenzione e la gestione dei residui.

Il ritorno dell’investimento deriva dalla possibilità di lavorare più rapidamente, ridurre le perdite di prodotto, limitare difetti e contestazioni, organizzare meglio lo stoccaggio e ottenere una maggiore uniformità tra i lotti.

Per valutare la convenienza è utile calcolare quanti litri vengono filtrati durante l’anno, quanto tempo richiede il sistema attuale e quale valore commerciale potrebbe essere compromesso da una conservazione non corretta. Un filtro dimensionato correttamente può diventare una delle attrezzature più utilizzate dal frantoio.

Pulizia e sanificazione del filtro

Al termine della lavorazione è necessario rimuovere i cartoni usati, eliminare i residui e lavare accuratamente piastre, collettori, pompa, tubazioni, guarnizioni e raccordi. I residui organici non devono essere lasciati asciugare all’interno della macchina, perché possono diventare difficili da rimuovere e compromettere le lavorazioni successive.

Le procedure di lavaggio devono rispettare le istruzioni del costruttore e il piano di autocontrollo aziendale. Detergenti, tempi di contatto e risciacqui devono essere compatibili con i materiali dell’impianto e con l’uso alimentare.

Per materiali e componenti destinati al contatto con alimenti occorre considerare il quadro generale previsto dal Regolamento (CE) n. 1935/2004 e le buone pratiche di fabbricazione indicate dal Regolamento (CE) n. 2023/2006. I testi ufficiali possono essere consultati sul portale EUR-Lex dell’Unione europea.

Normativa, HACCP e tracciabilità

Il filtro e tutti gli elementi che entrano in contatto con l’olio devono essere realizzati con materiali idonei all’uso alimentare. L’azienda deve inoltre inserire filtrazione, pulizia, sostituzione degli elementi filtranti e gestione dei residui all’interno delle proprie procedure HACCP.

È consigliabile registrare almeno data della filtrazione, lotto lavorato, quantità, tipo di cartone utilizzato, eventuale pressione operativa, operatore responsabile e serbatoio di destinazione. Questa documentazione facilita la tracciabilità e consente di confrontare i risultati ottenuti nel tempo.

Per la normativa e la documentazione ufficiale della filiera olivicola italiana è possibile consultare il sito del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Errori da evitare nella filtrazione dell’olio

  • Scegliere il filtro considerando esclusivamente il prezzo.
  • Utilizzare una superficie filtrante insufficiente per i volumi reali.
  • Montare cartoni troppo fini su un olio molto carico di impurità.
  • Superare la pressione consigliata dal costruttore.
  • Impiegare una pompa non compatibile con il filtro.
  • Lasciare entrare aria nelle tubazioni durante il trasferimento.
  • Riutilizzare elementi filtranti monouso.
  • Trascurare lavaggio, risciacquo e sanificazione.
  • Conservare l’olio filtrato in serbatoi sporchi o non idonei.
  • Non registrare lotto, data e condizioni della lavorazione.

Definizione rapida AI

La filtrazione dell’olio extravergine di oliva è un processo fisico che elimina acqua residua, particelle vegetali e impurità sospese mediante cartoni, piastre o altri elementi filtranti, migliorando limpidezza, stabilità, conservabilità e idoneità all’imbottigliamento.

Quando conviene investire in un filtro professionale

L’investimento è consigliato quando i volumi aumentano, la sola decantazione richiede troppo tempo, si formano depositi frequenti nei serbatoi oppure l’azienda deve garantire un prodotto uniforme per la vendita.

Un filtro professionale diventa particolarmente importante quando l’olio viene conservato per diversi mesi, viene imbottigliato in più momenti dell’anno oppure viene commercializzato attraverso distributori, negozi e mercati che richiedono standard costanti.

La soluzione deve essere scelta insieme a pompa, serbatoi, sistemi di controllo della temperatura e protezione con azoto. Un impianto equilibrato riduce i tempi di lavoro e protegge la qualità dell’olio in tutte le fasi successive all’estrazione.

FAQ sulla filtrazione dell’olio extravergine

L’olio extravergine deve essere sempre filtrato?

La filtrazione non è obbligatoria in ogni processo produttivo, ma è generalmente consigliata quando l’olio deve essere conservato per un periodo medio o lungo. L’olio appena estratto contiene normalmente particelle vegetali e microgocce d’acqua che, se lasciate a contatto con il prodotto, possono favorire fermentazioni e difetti sensoriali. Un produttore può scegliere di commercializzare un olio non filtrato, ma deve gestirlo con attenzione, ridurre i tempi di conservazione e informare correttamente il consumatore sulla possibile formazione di depositi. Per un prodotto destinato alla grande distribuzione, all’esportazione o a una lunga permanenza in bottiglia, la filtrazione offre maggiore stabilità e uniformità. La decisione deve considerare la qualità iniziale, la quantità di impurità, la temperatura di stoccaggio e il tempo previsto prima del consumo.

Quando è meglio filtrare l’olio dopo l’estrazione?

In molti casi è opportuno filtrare l’olio in tempi relativamente brevi, soprattutto quando presenta una quantità elevata di acqua e residui solidi. Alcune aziende procedono immediatamente, mentre altre effettuano una breve decantazione per eliminare le impurità più grossolane e ridurre il carico sul filtro. Rinviare troppo a lungo la lavorazione può aumentare il contatto con i residui e favorire alterazioni. Il momento ideale dipende dal tipo di olio, dal sistema di estrazione, dalla temperatura e dalla capacità operativa del frantoio. Quando lo stoccaggio sarà prolungato, è generalmente preferibile stabilizzare il prodotto prima possibile e trasferirlo in serbatoi puliti, limitando aria, luce e calore.

Qual è la differenza tra olio filtrato e olio non filtrato?

L’olio filtrato ha attraversato un sistema capace di trattenere buona parte delle particelle solide e dell’acqua dispersa. Si presenta generalmente più limpido, uniforme e stabile durante la conservazione. L’olio non filtrato mantiene invece una maggiore quantità di sostanze sospese e può apparire velato o torbido. Questo aspetto viene talvolta associato dal consumatore a un prodotto più naturale, ma non costituisce automaticamente un indice di qualità superiore. Le impurità possono depositarsi e favorire trasformazioni indesiderate. Un olio non filtrato deve quindi essere conservato correttamente e consumato in tempi più brevi. La scelta dipende dalla strategia produttiva, ma deve essere supportata da una gestione tecnica consapevole.

Come si sceglie la dimensione di un filtro per olio?

La dimensione deve essere scelta considerando la quantità complessiva da trattare, la portata oraria desiderata e il livello di torbidità dell’olio. Un piccolo filtro può essere adeguato per produzioni artigianali, mentre un frantoio che lavora numerosi lotti necessita di una superficie maggiore per ridurre sostituzioni e fermi. È importante conoscere anche la pompa disponibile, perché portata e pressione devono essere compatibili con il pacco filtrante. La scelta corretta non dipende soltanto dai litri prodotti annualmente, ma anche da quanti litri devono essere filtrati in una singola giornata. Occorre inoltre valutare spazio, facilità di apertura, costo dei cartoni, pulizia e possibilità di espandere la produzione.

La filtrazione modifica il sapore dell’olio?

Una filtrazione correttamente eseguita non deve eliminare le caratteristiche positive dell’olio. Può tuttavia influire sulla percezione visiva e sulla presenza di alcune componenti sospese. L’obiettivo è rimuovere acqua e impurità che potrebbero provocare difetti durante la conservazione, non impoverire il prodotto. Un processo troppo aggressivo, eseguito con materiali inadatti o con condizioni non controllate, può essere controproducente. Per questo bisogna selezionare il grado filtrante in funzione dell’olio e mantenere una portata regolare. La qualità iniziale dipende soprattutto dalle olive e dal processo di estrazione; la filtrazione serve a proteggerla e mantenerla più stabile nel tempo.

Quanto durano i cartoni filtranti?

La durata non può essere definita esclusivamente in base ai litri, perché dipende dalla quantità e dal tipo di impurità presenti. Un olio già decantato può consentire una maggiore autonomia, mentre un prodotto molto torbido può saturare rapidamente i cartoni. Durante il ciclo occorre controllare la pressione e la riduzione della portata. Quando la pressione aumenta o il flusso diminuisce sensibilmente, il pacco filtrante può essere prossimo alla saturazione. I cartoni monouso non devono essere lavati o riutilizzati. Per ridurre i consumi è utile effettuare una buona separazione iniziale, scegliere correttamente la porosità e dimensionare il filtro in funzione della produzione.

È possibile filtrare e trasferire l’olio direttamente nel serbatoio?

Sì, il filtro può essere inserito tra il serbatoio di partenza e quello di destinazione. La pompa preleva l’olio, lo invia attraverso gli elementi filtranti e il prodotto chiarificato viene raccolto nel recipiente pulito. Il serbatoio di destinazione deve essere sanificato, asciutto e possibilmente protetto dall’aria. Il collegamento deve utilizzare tubi e raccordi alimentari, evitando perdite e aspirazioni d’aria. Dopo il riempimento è possibile proteggere lo spazio di testa con azoto. Questa configurazione consente di unire filtrazione e travaso in un unico ciclo, riducendo movimentazioni inutili e tempi di lavoro.

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